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Indirizzo internet:   www.lelite.it/portacci.htm
GINCO PORTACCI
 


Indirizzo:
via Proba Petronia, 22
00136 Roma
tel. 06 / 35401632

Quotazione quadri:
da 800 a 5.500 €
«Speranze» - t.m. - 60x60
«Speranze» - t.m. - 60x60
 
«Senza tempo» - materico e t.m. - 35x50
«Senza tempo» - materico e t.m. - 35x50
 

Pittore, grafico e poeta, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, sua città natale. Ha tenuto oltre 200 personali in Italia (Firenze, Milano, Venezia, Ferrara, Roma, Napoli, Grosseto, Saturnia) ed all’estero (New York, Los Angeles, Tokyo, Monaco, Parigi, Barcellona, Sidney, Madrid, Praga, Vienna, Atene, Malta). Ha preso parte a rassegne nazionali e internazionali, ottenendo primi premi, prestigiosi riconoscimenti e nomine accademiche (Tiberina, Gentium Pro Pace, I Cinquecento). In permanenza presso il Centro Culturale Il Leone di Roma, sue opere si trovano presso il Museo Mariano di Comacchio, i Comuni di Grosseto e Zagarolo, l’Assessorato all’ Ambiente di Roma ed in collezioni private in Italia, Gran Bretagna, Germania, Brasile, Australia, Giappone, USA. «Ginco Portacci ama esprimersi tramite una ricerca figurativa che si concretizza nell’ambito del paesaggio, dacui trae spunti per una riflessione ricca anche di elementi simbolici ed allusivi. In particolare l’iconografia dell’albero, elemento spesso ricorrente nelle sue opere, si arricchisce di nuovi significati e valenze espressive, di stati d’animo e momenti emozionali di sincero spessore lirico. Pittura che si connota come un momento riflessivo, in cui l’autore è pronto a parlare di sé e del suo mondo interiore. Ma non è solo una rivisitazione intimista, ripiegata su sé stessa, con una visione personalistica e individuale della realtà, ma dimostra di essere partecipe di un linguaggio capace di interpretare l’interiorità e le inquietudini del mondo contemporaneo. L’autore dimostra una volontà di trovare nuovi strumenti espressivi, sperimentando nuove tecniche che prevedono l’inserimento di vari materiali, in un sorprendente e accattivante modus operandi. Si giunge così ad una pittura materica, costituita da densità di segno e impasto cromatico, del tutto consona all’energia creativa e comunicativa che traspare dalle opere. Il colore si allontana dai toni naturalistici per avventurarsi nel campo della sintesi emozionale, per fare emergere ora l’inquietudine ora l’esaltazione lirica, attraverso l’uso di cromie intense e vivide. Il gesto è spontaneo e sicuro, le pennellate rapide si susseguono in un ritmo che, rifiutando un descrittivismo di maniera, ricerca una sintesi in chiave lirica e contenutistica. Appare una sorta di drammatizzazione figurale, in cui si sussegue un rituale continuo di sentimenti e forme, esposto con sincerità e autentica partecipazione emotiva. L’opera “Rinascita” racchiude tutti questi elementi espressivi, l’albero, i semi diventano elementi simbolici di un ritorno alla natura e alla vita, in una connessione coinvolgente che spazia fra pensiero e gesto pittorico. Il fare arte ritrova, quindi, un legame col mondo e con l’uomo, in un racconto che sottende un significato critico e poetico della realtà » (A. Bellani)