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Indirizzo internet:   www.lelite.it/pini.htm
SARA PINI
 


Indirizzo:
via Stazione, 20
27030 Torre Beretti (Pv)
cell. 333 / 8955546
«Giunone» - tempera - 30x40
«Giunone» - tempera - 30x40
 
«Solitudine» -tempera  - 40x60
«Solitudine» -tempera - 40x60
 

Pittrice e grafica, nata a Mede (Pavia) nel 1977, è stata allieva del Maestro Gian Paolo Candido. Ha partecipato a varie manifestazioni artistiche, in particolare si segnalano la personale e la collettiva tenute nel 2016 (una a marzo ed una a ottobre) presso Galleria Spazio Arte di Corte Zerbo Gavi (Al). Nel 2011 ha vinto un concorso su Internet per la copertina di un libro di Licia Troisi intitolato ”La guardiana dei sogni”. Nel 2014 ha ricevuto la nomina di Accademico dall’Acc. Internazionale “Il Convivio”. E’ stata recensita su varie pubblicazioni tra cui: Iniziativa editoriale “Italia nell’Arte”, rivista Over Art, 2014 e sui giornali Alessandria News e La Lomellina. «Sara Pini è una pittrice e grafica che dimostra una fervida creatività, che si concretizza in lavori di notevole impatto emozionale. Ella opera, infatti, in un particolare ambito estetico che ha come riferimento il mondo fantasy, da cui trae spunto per le proprie invenzioni artistiche ed espressive. In particolare appare affascinata dal mondo femminile, un universo di cui sa cogliere l’essenza magica e misteriosa, mettendone in risalto il fascino sensualmente coinvolgente. Sono immagini singolarmente evocative, che mostrano un ampio corollario di simboli e rimandi fantastici, in una lettura del mondo che non si sofferma solo sul visibile, ma indaga anche in quell’ambito oscuro, ambiguo della psiche, dagli imprevedibili esiti formali. E’ una pittura che sa ricreare suggestioni capaci di evocare percorsi intimi, in una appagata volontà di proporre situazioni e storie che restituiscono modelli di immaginazione, che si condensano in una mitizzazione del mondo. Attraverso un segno grafico sicuro, Sara Pini sa rendere i risvolti fisici dei personaggi in una visione metamorfica di sensuale connotazione. Il cromatismo intenso si struttura spesso in contrasti tonali che tendono a drammatizzare il senso della ricerca espressiva. L’autrice riesce così a ricreare emozioni attraverso un pensiero estetico che diventa specchio di una ricerca introspettiva, caratterizzata da un’ampia libertà figurale di evidente immediatezza ispirativa. E’ un iter narrativo che conduce in configurazioni fantastiche attraverso il linguaggio misterioso del simbolo, espresso in un percorso allegorico che offre nuove interpretazioni dell’agire umano. Appare la volontà di trovare ambiti diversi rispetto alla razionalità consolidata, strade da percorrere per giungere a nuovi e alternativi orizzonti, in una visione sempre più segreta e liricamente sensibile.» (V. Cracas)