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Indirizzo internet:   www.lelite.it/piccinno.htm
CARMELO PICCINNO
 


Indirizzo:
via Leopardi 21/23
73052 Parabita (Le)
tel. 0883 / 593638
«Ragazzo che toglie la spina» - argilla cotta patinata - 50x30x35 (2009)
«Ragazzo che toglie la spina» - argilla cotta patinata - 50x30x35 (2009)
 
«Nudo allo specchio» - tempera - 60x30 (1991)
«Nudo allo specchio» - tempera - 60x30 (1991)
 

Pittore e scultore è nato a Parabita (Le) nel 1933. Ha frequentato i licei Classico e Artistico ed i corsi della Scuola Libera del Nudo a Napoli (D. Spinosa), Milano (Brera) e lo studio dello scultore L. Broggini. Si abilita all’insegnamento, ordinario di Educazione Artistica e di Storia dell’Arte e, parallelamente all’attività artistica, insegna negli istituti medi e superiori per circa 40 anni. Espone per la prima volta nel 1954 e successivamente allestisce varie personali partecipando anche a numerose collettive in Italia e all’estero, vincendo importanti premi e riscuotendo consensi di pubblico e di critica. Fra queste segnaliamo: personale alla Galleria del Popolo, Aradeo 1996; Premio Cosmè Tura, Ancona 2004; Galleria Centro Storico, Signa /Firenze 2013. Figura su numerosi cataloghi e pubblicazioni specializzate; è stato recensito inoltre su vari quotidiani e riviste. Fra i critici che hanno scritto di lui citiamo: V. Pagano, E. Bonea, C. Valzano, C. Petrielli, L. Budigna, M. Portalupi, M. Marzano, P. Liaci, L. Scorrano, S. Settembre, D. Marasà, A. Morone, M. De Marco, M. Schiattone, T. Carpentieri. Sue opere figurano in collezioni private e pubbliche come La Provincia di Lecce e Pal. Ferrari a Parabita (Le). «L’opera di Carmelo Piccinno si snoda, ormai da molti anni, attraverso un percorso che presenta molteplici attività sia in campo pittorico che scultoreo. I suoi dipinti appaiono caratterizzati da una dirompente vivacità di segno e di colore. Il gesto, spontaneo e istintivo, delinea figure ora solo accennate, ora più strutturate ma sempre colte in un vorticoso gioco di piani e di elementi compositivi. Le immagini scaturiscono da un linguaggio pittorico in cui l’emozionalità suggerisce le situazioni, che vengono quindi rielaborate dall’artista mediante una straordinaria capacità operativa, ricca di grande estro inventivo e cromatico. Ad una visione naturalistica si sostituisce una rappresentazione interiorizzata del mondo, strutturata in segni e forme apparentemente disorganici, su cui tuttavia l’artista opera con controllata capacità creativa. Il ritmo compositivo scandisce il racconto della vita, una manifestazione dell’uomo contemporaneo che Piccinno guarda in fondo con occhio benevolo, riconoscendone i fermenti e le ansie. Nel campo scultoreo, sia per quanto riguarda il modellato ceramico, che per le opere scolpite, con abilità, in pietra leccese, l’impianto stilistico si fa più pacato, quasi solenne nella ricerca volumetrica delle figure, nella giustapposizione dei pieni e dei vuoti, indagando con sensibilità le problematiche concernenti l’uomo e la vita, colta nelle sue mille sfaccettature.» (V. Cracas)