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Indirizzo internet:   www.lelite.it/pantaleo.htm
DONATA PANTALEO
 


Indirizzo:
via Piccinni, 18
70129 Ceglie del Campo (Ba)
tel. 080 / 5650359

E-Mail:
info@donatapantaleo.it

Internet:
www.donatapantaleo.it
«Anounymous» - olio - 70x50
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«Fuori dalla memoria n° 4» - olio - 50x40
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Pittrice e grafica, è nata a Ceglie del Campo (Ba). Autodidatta ed esperta in varie tecniche, ha esposto in mostre personali ed in rassegne nazionali ed internazionali a Bari, Roma, Reggio Emilia, Brindisi, Taormina, Matera, Taranto, L’Aquila ed in altre città, ottenendo premi e riconoscimenti di rilievo. E’ stata recensita su La Gazzetta del Mezzogiorno, Pensiero ed Arte, Il Quadrato, Italia Artistica, Europa Artistica, Panorama d’Arte e L’Elite. Sue opere sono in molte collezioni. «L’opera di Donata Pantaleo presenta complessi aspetti contenutistici e formali, che si esplicano attraverso un impianto figurativo solido e di ampio respiro. Sono tematiche che affrontano di volta in volta elementi su cui si gioca il destino dell’uomo, visioni che parlano di un’umanità colta in relazione dialettica sul senso dell’essere e della vita. Si nota una chiarezza espositiva nel modo con cui l’autrice rende palese il suo pensiero, lo si trova nel rapporto compositivo, nei tagli prospettici, nell’attitudine a sottolineare il segno del contorno delle sue figure. In questo modo la pittrice sembra quasi voler astrarre la figura dall’ambiente circostante, decontestualizzarla, rendere tangibile la solitudine dell’uomo pur in mezzo ai suoi simili. Nel dipinto denominato “Blu 1” si nota come i personaggi paiono immersi ciascuno nel proprio racconto, ognuno vive il suo destino, in fondo simile a quello di tutti, in modo privato, intimo, dignitoso. Tutti sembrano consci che in realtà non si può cambiare il copione di questa recita con la sua trama e il finale già scritto, e la spiaggia diventa così il teatro di una rappresentazione del mondo in chiave simbolica dove si intravvede l’orizzonte distante, fra cielo e mare, come unica possibile via di salvezza. Ecco il simbolo, la metafora, appaiono come elementi ricorrenti nello schema pittorico, strumenti per un linguaggio che si evolve dal particolare all’universale, dal dichiarato al suggerito, con una delicatezza che spesso giunge a levità di pensiero. Le tematiche, anche le più intime, sono affrontate con una liricità ora sommessa, ora quasi solenne, ora in modo più lieve e sorridente. Anche le ambientazioni paesaggistiche, dove la figura umana risulta solo come testimone silente, se non del tutto assente, partecipa a questa attonita epifania della vita, magari scandita dal tempo di improbabili orologi, testimoni dello scorrere inesorabile dell’esistenza. Il colore, con la sua intensità emozionale, partecipa a questa narrazione attraverso una densità che, tralasciando un’impronta naturalistica, si fa strumento cosciente di questa iconografia del silenzio. La pennellata è dichiaratamente forte, precisa, soppesata, tesa a definire forme e corpi, sottolineandone i volumi con una capacità di sintesi che, evitando il descrittivismo, diventa momento espressivo assoluto. Anche la scelta cromatica si aggiunge a questa sintassi comunicativa, diventando una parte sostanziale del linguaggio pittorico in questa riscoperta della realtà in chiave psicologica. Donata Pantaleo ci mostra tutta la sua abilità di narratrice; attraverso il racconto del mondo sa infatti cogliere l’essenza morale del vivere, una visione metafisica dove l’eleganza formale dell’immagine si fonde con l’elemento percettivo dei suoi complessi temi ispiratori. Questa indagine visiva ci porta alla consapevolezza di essere parte del destino e della storia, elemento non passivo, ma drammatico interprete di un’istanza appassionata di una imprescindibile sopravvivenza.» (V. Cracas)