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Indirizzo internet:   www.lelite.it/monti.htm
BENITO MONTI
 


Indirizzo:
viale Belforte, 10
21100 Varese
cell. 347/ 5053443

Quotazione opere:
da 3.000 a 8.000 €

E-Mail:
emonti1961@gmail.com
«Sacro Monte di Varese, 12ª cappella sotto la neve» - olio - 11x15
«Sacro Monte di Varese, 12ª cappella sotto la neve» - olio - 11x15
 
«Sacro Monte di Varese, 13ª cappella» - olio - 11x15
«Sacro Monte di Varese, 13ª cappella» - olio - 11x15
 

Pittore nato a Roma nel 1933. Diplomato disegnatore alla Scuola Leonardo da Vinci, ama dipingere “en plein air”. Espone dal 1970 in Italia e all’estero, ottenendo consensi di critica e di pubblico. E’ stato docente di pittura a “Varese corsi” del Comune di Varese. Fra le personali si citano quelle di Lugano, alla Badia di Ganna nel 1996, in Israele dove nel 1994/95 ha dipinto oli e murales, a Brusimpiano nel 2000 e più volte a Varese, tra cui quelle più recenti presso Futuro Anteriore nel 2014 e alla Fondazione Molina nel 2017. Fra le altre presenze e i numerosi premi si ricordano: Rassegna a Londra; Premio della Critica, Piacenza 1978; Oscar Italia 1979; Natale del Pittore 1978/79; Oscar Maestri d’Arte del XX Secolo; Premio Masaccio, con personale a Firenze nel 1987 con i maestri Guttuso, Fiume, Brindisi; Premio Biennale di Venezia 1988; Premio alla Quadriennale di Roma 1994. E’ inserito nell’Archivio dell’Arte moderna e Contemporanea di Palazzo Bandera a Busto Arsizio (Va). Recensito su giornali, cataloghi d’arte e reti televisive tra cui: L’Elite, Varese Mese, Rete 55, Rai Tre, La Prealpina, La Provincia di Varese, Il Giorno e Varese News. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private, tra cui Villa Sacro Cuore di Triuggio, SOMS di Brusimpiano (Va) e Oratorio di Biumo Inf. a Varese e all’estero, in particolare a Londra, Israele e Svizzera. Hanno scritto di lui critici e giornalisti tra i quali: L. Spaventa Filippi, B. Pantaleo, Mons. A. Caprioli, L. Schiroli, C. Raddi, G. Perna, E. Bertozzi, G. Angeleri, F. Buzio Negri. «L’arte di Benito Monti si sviluppa essenzialmente verso una rappresentazione paesaggistica che affonda le sue radici in una tradizione espressiva che si esprime con tratti e colori lievi e intrisi di delicata luminosità. E’ infatti un modo di dipingere che fa proprio l’insegnamento del chiarismo lombardo, di cui coglie il delicato amore per la natura, la sensibilità del tocco, l’intimo sfumato del chiaroscuro, approdando ad una intensa luminosità tonale. Si nota subito, nelle sue opere, il desiderio di raccontare tramite le immagini, di narrare le sensazioni colte durante l’intimo contatto con la natura, in una prassi pittorica che vuole l’immagine redatta con un’immediatezza che solo dipingendo dal vero, direttamente sul luogo, riesce a coglierne l’essenza, la specificità poetica. Saper capire il sentimento presente in un determinato territorio, sentirne l’assonaza con la propria dimensione interiore, non è cosa da poco, solo chi sa leggere in profondità le emozioni, riesce a ritrovare quelle vibrazioni dell’animo che lo pongono in perfetta sintonia con l’ambiente. Questo si nota nei dipinti di Benito Monti, dove il soggetto è colto non tanto nella sua resa oggettivamente reale, non essendo infatti la visione puramente analitica che lo interessa, quanto nel riuscire a cogliere quello che lo stesso soggetto sa stimolare nella sua sensibile fantasia. E’ spesso la natura, il paesaggio, l’ambito a lui più familiare e consueto, a suscitare quelle sensazioni dell’animo, quell’impulso istintivo, che si tramuta in un momento ispirativo assoluto, con cui riesce a stabilire un contatto emotivo profondo. Sono luoghi amati, dicevamo, spesso usuali all’artista, ma, a volte anche molto diversi e lontani tra loro, sempre però capaci di trasmettere emozioni profonde. L’operare del pittore si concretizza nel formulare un linguaggio espressivo tramite una capacità di osservazione attenta, una lettura sensibile dei singoli elementi che possono concorrere a formare un’immagine, una struttura compositiva, un’essenza cromatica. Sia che si tratti della campagna varesina che di altri paesaggi si avverte l’impegno profuso per capire uno scorcio, per dare una lettura non superficiale, puramente descrittiva, ma intimamente capita anche negli aspetti meno ovvi e scontati. In definitiva appare in queste opere il bisogno di ritrovare un senso di bellezza interiore, di trascendenza nelle cose che ci circondano, un desiderio di spiritualità che si nota in particolare nel dipinto ispirato alle Cappelle del Sacro Monte di Varese e in quelli a carattere religioso, dove si concretizza il senso mistico dell’autore, attraverso immagini che parlano anche di profondi valori umani e morali. E’ un linguaggio che esprime un mondo di sentimenti puri, spontanei, che ci aiutano a vivere nel nostro mondo convulso e agitato. E lo fa essenzialmente usando lo strumento proprio dell’agire pittorico: l’uso del colore, approfondendone l’essenza espressiva in una luce che a volte sembra sfaldarsi nel dare vita alle forme e, in altre, è pronta ad attuarsi in visioni appena colte con fresca vivacità. La pennellata è sempre vitale, rapida nel rendere le campiture essenziali alla narrazione, tralasciando spesso il particolare, l’aneddotico superfluo. Si tratta di un cammino di sintesi cromatica e strutturale che viene compiuto con rigore intellettuale e chiarezza di intenti, in una serenità interiore che mostra un senso compiuto nei valori più autentici e sinceri di una vita artistica pienamente vissuta.» (V. Cracas)